martedì 7 luglio 2009

ACIDO SU ANOBII.COM CON LA COPERTINA PRE-GERSTEIN

Non avevo ancora messo il naso in questo sito, gli utenti iscritti possono mettere in linea la propria libreria attraverso i codici ISBN, condividendo recensioni, commenti, votazioni, dati sull'acquisto e sulla lettura, lista dei desideri e suggerimenti con altri utenti, direttamente o attraverso gruppi.
Tale rete permette anche lo scambio e la vendita di libri tra utenti (come da descrizione Wikipedia). Fikissimo.

Poi mi ha colpito vedere Acido con la copertina sbagliata, cioè una prima ipotesi di copertina che non era malaccio, anzi, però poi siamo andati in stampa e come cover Alberto Gaffi, l'editore, ha avuto l'illuminazione di un'opera di David Gerstein

DAVIDGERSTEIN

che sembrava fatta apposta e dava una luce nuova alla collana I Sassi.

Beh, avete tutti il diritto di mormorare 'STICAZZI...

ACIDO SU ANOBII.COM

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venerdì 19 giugno 2009

"SUL ROMANZO" INTERVISTA ACIDO

Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

Piuttosto tardi, nel 2001 più o meno, a 34 anni, frequentai un corso di scrittura con Stefano Tassinari, qualche raccontino l'avevo già scritto, ma da lì l'intenzione si fece più solida. Erano i giorno del G8 a Genova. Non so se definire fortuito l'incontro con la scrittura, ma era necessario passare a una fase attiva e creativa dopo anni di fruizione passiva di cinema, teatro, musica, letteratura, tutto assunto in forma disordinata e senza formazione scolastica.

Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

Non saprei. Ma devo cercare il punto medio, devo assolutamente cercare di far dialogare bene la mia parte cognitiva e quella emotiva, solo così posso scrivere cose decenti, solo così posso analizzare lucidamente quello che mi succede attorno e “vedere” davvero fatti e persone.

Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un’ispirazione? Ce ne parli.

Purtroppo non ho un metodo. Non ho la televisione ma mi perdo davanti al pc, solo il primo libro (Alienazioni Padane, 2002 ) lo scrissi in un flusso di coscienza non interrotto da navigazioni, consultazioni, controllo mail e cazzeggi vari. Sono pigro e dispersivo, figlio di Facebook e You Tube. Però quando apro un documento succede il miracolo e qualcosa di soddisfacente riesco quasi sempre a costruirlo. È un momento magico. Rimango incredulo e se riesco a scrivere almeno un foglio A4, sento un rilascio di endorfine come se avessi corso un'ora. Se non lo faccio sono sensi di colpa.

Di che cosa non può fare a meno mentre si accinge alla scrittura? Ha qualche curiosità o aneddoto da raccontarci a riguardo?

Prima di iniziare un romanzo o un racconto lungo sgozzo un capretto e lo attacco alla libreria Ikea. No, scherzo. No nessun pupazzo, nessun mouse buffo, nessun rituale, nessun vezzo.

Wilde si inchinò di fronte alla tomba di Keats a Roma, Marinetti desiderava “sputare” sull’altare dell’arte, qual è il suo rapporto con i grandi scrittori del passato? È cambiata nel tempo tale relazione?

Quando leggo i grandi classici (ho dei buchi paurosi) mi viene da pensare a quanto siano eterni, sempre attuali. Questo è ovvio, capita a tutti. Ma mi è più utile dedicarmi a contemporanei importanti, nel mio caso Houellebecq è stato fondamentale, ai fini pratici, voglio dire. Per la lingua, per la visione del presente. Certo la natura umana ripropone dei meccanismi sempre identici che tagliano i secoli come burro.

L’avvento delle nuove tecnologie ha mutato i vecchi schemi di confronto fra centro e periferia, nonostante ciò esistono ancora luoghi italiani dove la letteratura e gli scrittori si concentrano? Un tempo c’erano Firenze o Venezia, Roma o Torino, qual è la sua idea in merito?

A Bologna vado spesso alla libreria Modo Infoshop, ci sono presentazioni serali praticamente tutte le sere, c'è un'atmosfera magica, un'ora fa ero là. La rete fa si che nessuno possa sentirsi (o vantarsi di essere) pienamente provinciale e periferico.

Scrivere le ha migliorato o peggiorato il percorso di vita? In altre parole, crede che la letteratura le abbia fornito strumenti migliori per portare in atto i suoi desideri?

Nonostante facessi una vita piuttosto sana (niente droghe, alcool, atletica agonistica) nei mesi invernali avevo una bronchite che sembrava tubercolosi, una tosse secca da uscire pazzo, la mattina dopo essermi lavato i denti vomitavo quasi sempre. Anche sangue. Nessuna spiegazione del disturbo e quindi nessun rimedio. La mia ragazza mi ha fatto notare che da quando ho cominciato a scrivere tutto questo è scomparso di botto. Come se avessi scaricato delle “negatività”, come se avessero trovato un “canale”. Magari sono cazzate e il caso ha giocato tutta la parte.

La ringrazio e buona scrittura.

GRAZIE A VOI

SUL ROMANZO

domenica 14 giugno 2009

LA GAZZETTA DI MANTOVA SU ACIDO (12/06)

Una storia forte e intensa che racconta con durezza e realtà il mondo dello sport. Acido lattico è un romanzo noir d’ambiente sportivo: indaga il mistero di un suicidio e la faccia oscura dello sport professionistico. L’atletica leggera a livelli d`eccellenza è preparazione estenuante e dedizione assoluta. L’io narrante è una brutta persona: razzista, cinico, ossessionato dalla paura dell’insuccesso. Per esorcizzarla colleziona schede di giovani talenti "perduti" o martoriati da infortuni. Uno psicopatico con un’esistenza tetra e variabili minime. Finché si imbatte in Clara, promessa dispersa del mezzofondo: il suo fantasma personale. Per sopportare nuovi carichi di lavoro, sognando le Olimpiadi, Claudio Seregni supererà ogni remora etica. L’atleta è vittima, non carnefice. Il doping è la trasformazione del corpo, la
performance atletica l’utopia della perfezione.

lunedì 8 giugno 2009

LA FACCIA DI ACIDO A OMNIBUS LIFE. ECCHILO.

Ecchilo. Poteva fare meglio, poteva essere meno costipato, poteva usare prodotti di cosmesi maschile anti rughe, poteva beccare i tempi televisivi al primo colpo, poteva mettere un'altra giacca, poteva vincere una Davis.
Poteva.
A OMNIBUS CON LA GIACCA SBAGLIATA
In realtà Panatta è Panatta, Vaime un monumento che manco il cavallo rampante della Rai... e la Panella è stata bravissima a beccare due estrapolazioni da Acido Lattico illuminanti.

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venerdì 5 giugno 2009

ACIDO A OMNIBUS SU LA 7, LUNEDI' 8 GIUGNO DALLE 9.15

Un po' di paranoia, la faccia di Acido in televisione a parlare di sport e doping nella mattinata della fibrillazione politica a urne chiuse ancora calde e sanguinanti. Ospite della trasmissione anche Adriano Panatta, personaggio incredibile, che ha fatto del tennis un "fatto popolare". Bene lo spiega, il blog linkato di sotto.

ADRIANO PANATTA



Grazie a Mariacarla e allo staff Gaffi.

domenica 10 maggio 2009

ASPETTI PSICOLOGICI E PSICOANALITICI NELLE COMPETIZIONI PODISTICHE

sabato 9 maggio 2009
Ora: 18.00 - 20.00
Luogo: Sala AVIS
Indirizzo: via Massarotti 65
Città/Paese: Cremona, Italy


Qual'è la vera e profonda motivazione che spinge un numero sempre più elevato di persone a correre una maratona (al di là di tutte le giustificazioni coscienti e razionali).
Uso e abuso di sostanze lecite e non nelle gare di media-lunga distanza.

Nell'occasione si presenterà il romanzo
di Saverio Fattori
ACIDO LATTICO
sul doping in atletica

Intervengono:
Paola Pignatelli - direttore periodico XRUN
Daniel Bulla - psicologo dello sport
Davide Iacchetti - neurologo

MARATHON CREMONA

X RUN

mercoledì 6 maggio 2009

LA CRONACA DI CREMONA INTERVISTA ACIDO

1)Hai avuto difficoltà a farti pubblicare un libro che ha come punto centrale la corsa e l'atletica in generale?

Beh, diciamo che in apparenza sarebbe stato più “furbo” un libro sul calcio, dico in apparenza perché gli addetti ai lavori nel campo dell'editoria sono spiazzati su questi temi. Forse non sanno che il podismo è lo sport più praticato, per quelli che lo amano può diventare una vera e propria fissazione, non è il calcetto del mercoledì, diventa subito qualcosa di più profondo, anche se fatto a livelli bassi richiede dedizione, non si inventa nulla, da subito ci si rende conto che le uscite devono essere frequenti, in pratica si corre quasi tutti i giorni e si gareggia ogni settimana per dodici mesi. Io faccio così almeno, in estate arrivo a gareggiare tre o quattro volte alla settimana.

2)E su quali elementi hai lavorato per costruire una trama noir su questo sport?

Ho lavorato per l'appunto sulle fissazioni, sulla disciplina estrema, sulla crudeltà e sull'oggettività che non dà scampo. Da noi la pista è sempre 400 metri e il cronometro non perdona, non ci sono le chiacchere cialtrone da bar. Il mio protagonista è un atleta forte, ma forse non abbastanza, vuole emergere ad ogni costo, uscire dalla medietà atletica, battere gli atleti africani, magari almeno quelli di “seconda schiera”. E' disposto a tutto, a piantarsi una siringa nella pancia nel cuore della notte, a fare una vita che è una gabbia disperata, a vivere di sentimenti liofilizzati. Si indaga il mistero di una morte per suicidio, ma non vorrei dire di più.

3)Si parla molto di doping, sembra quasi che tutti i campioni siano condannati a fare un patto col diavolo in farmacia...

Il mio è un romanzo, fiction che interseca fatti storici veri, non sto nascondendo la mano che ha tirato il sasso, ma ho giocato ad estremizzare tutto fino ad essere sgradevole, non serve al lettore nessuna verità finita, certo qualche carta processuale me la sono andata a vedere... qualche caso l'ho pescato da pagine oscure dello sport e l'ho utilizzato, deformato, trasfigurato. Ma senza furore da crociato, mai, è un libro con una sua complessità, che gioca a spiazzare il lettore, a fargli fare il viaggio mentale dell'atleta dopato. La pratica illecita dell'autoemotrasfusione mi è parsa narrativamente molto forte, nel romanzo la davo come obsoleta, intanto un medico spagnolo la praticava ad atleti di tutti gli sport e di varie nazionalità. Come al solito la realtà...

4)E tu che atleta sei?

Scarsino, ho fatto atletica dai 9 ai 14 anni, poi ho ripreso verso i 25. Acido in qualche modo “ricostruisce” una zona di carriera che non ho frequentato. Ho preso il mio buco temporale e ci ho lavorato inventando una storia nerissima. Sono arrivato a correre 15,40 un 5000 e 1,12 la mezzamaratona. Middle class, né carne né pesce, nel 1996 il livello in Emilia era altissimo, con questi tempi non vincevi nemmeno una campestre provinciale negli amatori, un certo Baldini vinceva la fase regionale dei societari...
Anche senza talento assoluto ho capito la sofferenza e l'impegno che richiede questo sport, oggi a 42 anni corro ancora sotto i 35 minuti i 10mila. Per me è importante, è come se non mia arrendessi all'invecchiamento, come se volessi imbrogliare il tempo nella competizione. Guardo il cronometro per non guardare il calendario.

5)Chi non sa nulla di atletica ha apprezzato il libro?

Direi di si. È stata da subito la mission di questa operazione. Creare un romanzo su più livelli, mutevole e metaforico. È il mio terzo libro e ho una piccola nicchia di lettori, gli altri libri trattavano di altro. Acido è stato appoggiato dalla stampa di settore (Correre, in particolare, con cui oggi collaboro) ma è stato accolto dalla critica letteraria come testo con una sua dignità extra sportiva.

LA CRONACA DI CREMONA

lunedì 27 aprile 2009

ACIDO AL LICEO CLASSICO L.ARIOSTO DI FERRARA (5 MAGGIO DALLE ORE 15)

GALEOTTO FU IL LIBRO

Presentazione

Il calendario del secondo ciclo delle attività del progetto Galeotto fu il libro
raccoglie tutti gli incontri programmati nel periodo invernale-primaverile dell’anno
scolastico in corso, per consentire agli studenti e ai docenti di conoscere le
opportunità offerte dal progetto.
Da quest’anno scolastico gli incontri con gli scrittori si terranno
prevalentemente di pomeriggio (tranne gli incontri in collaborazione con altri
progetti, ad esempio Galeotto fu il traduttore e Scrittura di genere) e verrà
richiesta la partecipazione di tutti gli studenti iscritti al progetto; sarà gradita
tuttavia la presenza di un pubblico esterno (gli incontri sono a ingresso libero).
Alcuni incontri pomeridiani e/o serali sono realizzati in collaborazione con
l’Associazione culturale Ariosto di Sera.
Come indicato sopra, continuerà anche quest’anno la collaborazione con il
Dipartimento di Lingue Straniere all’interno della rassegna Galeotto fu il traduttore
(gli incontri in questione si terranno prevalentemente di mattina).
Come di consueto ad ogni incontro sarà offerta la possibilità di acquistare i
libri presentati, grazie alla collaborazione delle librerie Melbookstore e La Feltrinelli
di Ferrara, in un apposito banchetto con uno sconto concordato di volta in volta.
Per ogni ulteriore informazione sugli autori ospiti, sui libri, sullo svolgimento degli
incontri rivolgersi agli insegnanti referenti del progetto Galeotto: Roberta Barbieri,
Cinzia Brancaleoni, Maria Calabrese, Isabella Cirelli, Laura Comparato, Girolamo
De Michele, Laura Fenoglio, Monica Giori, Roberta Mori e Cinzia Solera

Martedì 5 MAGGIO 2009
h 15 - 17
Liceo Classico Statale “L:Ariosto”
Atrio Bassani
Saverio Fattori
presenterà il suo ultimo libro Acido Lattico


Lo scrittore presenterà il suo “libro galeotto”
Lunar Park
di Bret Easton Ellis

GALEOTTO FU IL LIBRO

(OCCHIO, la locandina riporta erroneamente come data della presentazione martedì 21 Aprile. La data corretta è martedì 5 maggio, sempre dalle 15.)

IL MATTINO DI PADOVA su Acido

Alla fine della Maratona del Santo, si... corre alla libreria Feltrinelli di via San Francesco. Alle ore 17, presentazione dell’ultimo romanzo di Saverio Fattori («Acido lattico» per i tipi di Alberto Gaffi editore) che offre il pretesto di guardare agli sforzi fisici in un’altra chiave. Il libro ha Claudio Seregni per protagonista. Corre con qualche chance olimpica, ma per non farsi staccare dagli africani serve un po’ di doping: dal vecchio metodo dell’auto-emotrasfusione agli ormoni, ai più fantasiosi miscugli di iniezioni e pillole. Saverio Fattori, giovane talento della letteratura «padana», disegna un quadro impietoso dello sport, con il corpo votato alla performance ad ogni costo e l’umanità che si dissolve nel cronometro.

il mattino di Padova — 26 aprile 2009 sezione: GIORNO/NOTTE

sabato 18 aprile 2009

ANGELO ORLANDO MELONI SU ACIDO (RARAMENTE.IT)

Acido lattico di Saverio Fattori è un romanzo sull’atletica leggera, splendido e tormentato, che si tinge di cronaca, di riflessione sociologica, e corrobora la trama con un andamento da thriller.

Claudio Seregni è un corridore con qualche chance olimpica, ma per arrivare a certi livelli, per avvicinarsi alle performance dei divini africani, c’è un solo mezzo, quello farmacologico, dal vecchio metodo dell’auto-emotrasfusione agli ormoni, ai più fantasiosi miscugli di iniezioni e pillole. La vita di Claudio è la vita che fanno certi atleti quando devono giocare forte, scommettere tutto: Claudio non ha avuto adolescenza, ha cominciato a correre che era un ragazzino e sa fare solo questo: correre, correre e correre; e quando i muscoli non bastano più, arrivano i medici, i guru, l’epo. La sua vita è pervasa da un misticismo cupo e ossessionante che lo porta a concentrarsi sul cronometro e a odiare via via il resto del mondo. Un percorso teso all’annullamento, alla nullificazione, che non ha niente di diverso da ogni fondamentalismo che si rispetti, a parte il suo cammino tutto particolare, tra allenamenti che stroncherebbero un elefante e farmaci che metterebbero a soqquadro il sistema immunitario di Superman. Nelle torture a cui si sottopone non c’è niente di stoico, nessuna nobiltà da antico romano. Quello di Saverio Fattori è il quadro impietoso di un suicidio collettivo: la cancellazione dell’uomo all’interno del rituale sportivo, una guerra nella quale la vita dell’atleta, il suo corpo, non valgono un giro di lancette, e lo spettacolo è andato a farsi benedire. È perciò con un senso di sollievo che scendiamo in cortile a tirare due calci al pallone. Il mistico Claudio Seregni ci disprezzerebbe per la nostra pancetta, per la nostra gioia dopo una triangolazione riuscita e un gol con un tiro della domenica. A lui è rimasto solo lo sdegno e - dopo aver abbandonato l’atletica - un grande nulla in agguato. Al lettore, invece, rimane la sensazione di aver letto un grande libro.

raraMente