martedì 15 luglio 2008

SERGIO ROTINO SU ACIDO

In pratica è la prima rece su Acido. Giovedì 10 luglio ho presentato a Bologna all'Enoteca il Carro. Situazione rilassante, molti amici. Molti podisti increduli. Di come si possano ricreare ossessioni e paranoie da un gesto così pulito. Il più naturale. Correre. La giornalista Giulia Gadaleta e Anna Luisa Santinelli, editor del libro nelle prime fasi di stesura, mi hanno messo tutte le palle sul destro. Bastava toccarla.
Nei giorni precedenti avevo presentato a Biella e a Fidenza supportato dall'editore Alberto Gaffi e da Mariacarla Mortari che si sta sbattendo benissimo per organizzare eventi per il mio mostriciattolo.
Sergio Rotino è in gamba e ha capito l'operazione.


Siete di quelli che le Olimpiadi di Pechino le vogliono vedere con un televisore a schermo ultrapiatto e ad alta definizione? Siete di quelli che, fatto l’acquisto, attendono impazienti l’inizio della grande kermesse sportiva? Nell’attesa, questa sera a partire dalle 22, sentite cosa racconta Saverio Fattori in compagnia di Giulia Gadaleta (bibliotecaria e curatrice della trasmissione “Mompracem” in onda ogni sabato su Città del Capo – Radio Metropolitana), sul suo romanzo Acido lattico (Gaffi editore, euro 11) presso l’Enoteca del Carro in via del Carro 9/a.La storia di Acido lattico parla di atletica leggera, della parte più in ombra di questa disciplina sportiva. Già, siamo d’avanti ad un noir che, attraverso le azioni del suo protagonista principale, il ventottenne Claudio Seregni, mette il dito nella piaga del doping. Claudio sogna Pechino, ma è ossessionato dal fallimento. Per questo si sottopone ad allenamenti sfibranti, prova mix farmacologici vietati dall’etica sportiva come dalla legge e sempre per questo, morbosamente, va alla ricerca ossessiva in Rete delle promesse mancate dell’atletica leggera, ne conserva le foto quasi fossero un monito. È così che si imbatte in Clara, ex promessa del mezzofondo, sospettata di emotrasfusione, e decide di conoscerla. Ma quando pensa di averla convinta, poco prima del loro appuntamento lei si suicida lasciandolo con tutte le sue curiosità. Da questo episodio tragico Claudio, che indossa scarpe di due numeri più strette forse per trovare una sua identità di uomo più che di atleta, inizia a porsi delle domande su cosa sia veramente fare sport e atletica.Romanzo cupo, di aperta denuncia sull’uso di sostanze dopanti e sulla corruzione nel mondo sportivo, Acido lattico è il giusto lasciapassare per applaudire in modo corretto davanti alle prossime prodezze olimpiche, abbiate o meno uno schermo piatto.

Sergio Rotino da il Domani di Bologna, 10 luglio 2008

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4 Commenti:

Blogger Anna Luisa ha detto...

Con tutto quello che sta accadendo in questi giorni nel mondo del ciclismo, si può dire con certezza che il tuo romanzo è attualissimo (purtroppo), anzi... forse il libro è già "vecchio" dato che i Tg parlano di "Epo di terza generazione"!

18 luglio 2008 13:23  
Blogger Factory ha detto...

è in uso da almeno sette anni. La novità è che pare che sia rilevabile solo da poco tempo. Naturalmente al Giro d'Italia non avevano questa metodologia d'indagine. Riccò non ne era al corrente. A quanto pare. O forse si. Gli piace rischiare, camminare su un filo che potrebbe spezzarsi, come è successo. Sembra un ragazzino sbruffone e insolente. Sfidava i colleghi come un pugile al peso. Aveva predetto i futuri successi. I globuli rossi impazziti gli stavano ossigenando il cervello. Non è il classico "musone" chilometri a testa bassa e mutismo. Porsche e insulti. Penso che stesse sul cazzo a tutti. Come non capirli.

18 luglio 2008 20:45  
Blogger Mario ha detto...

Io ci ero ricascato: e dire che ne ho già viste (anche sul campo) e ormai non dovrei più credere a nulla. Ma vedere Riccò scattare, composto, elegante, vederlo correre in pianura con la schiena dritta e immobile, mi aveva emozionato. Anche se un tarlo nel mio cervellino era entrato, ed era li che scavava. Poi quello che è successo gli ha facilitato il compito, ed eccomi qui, deluso, e domenica pomeiggio mi sa che non guarderò neanche la tappa che arriva a Pratonevoso, salita che conosco bene.

19 luglio 2008 10:44  
Blogger Factory ha detto...

x Mario. Ci caschiamo sempre. Io comunque guarderò tutta l'atletica a Pechino. Dalle qualificazioni del martello in poi. Conscio di tutto. Comunque sto guardando degli esseri quasi perfetti. Non c'è nulla di "ariano", razzista in questa affermazione. Voglio vedere chi fa la cosa che faccio io (correre) ai messimi livelli. Oggi invece i media massimalisti ci mettono di fronte alla medietà idiota. Trasformano il video in uno specchio. E i topolini a casa ci cascano. I capolavori di Pechino sortiranno da mix tra talento+preparazione+farmaceutica. Se una delle tre non è presente buonanotte.

20 luglio 2008 20:30  

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